a cura di Agostino Rampino

 

Le iscrizioni sono prorogate al 12 giugno 2022


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PREMESSA
In un contesto in cui la pervasività del digitale e del virtuale eclissano la comunicazione faccia a faccia, viene meno anche la consapevolezza dell’uso dei mezzi di comunicazione che mediano la relazione. Lo scopo è mettere in luce l’alterità, utopica e distopica, del corpo, non più come oggetto estetico ma come soggetto agente nei rapporti interpersonali.

La crescita individuale, l’autorealizzazione e la costruzione dell’identità sono frutto di un processo relazionale che prevede la condivisione di esperienze personali in un contesto collettivo. Il benessere psicosociale, come l’esperienza di isolamento dettata dalla situazione pandemica ha fatto emergere con evidenza ancora maggiore, si costruisce attraverso relazioni interpersonali autentiche che, sì, possono far uso di mezzi di comunicazione, ma non possono essere esclusivamente quelle mediate dai social, tramite cui si tende a manifestare prevalentemente l’effimero.

Il fine non è demonizzare l’interazione virtuale, ma far assumere la consapevolezza del fatto che questa sia solo un’alternativa e non l’unica via possibile di coesistenza con se stessi e con l’altro.

Cosa si intende per benessere? Esteriorizzazione dello status sociale o esperienza condivisa funzionale all’autorealizzazione psico-sociale? La narrazione del sé sui social è una consapevole vetrinizzazione di un’identità che risponde alle aspettative dettate dalle convenzioni sociali e dai canoni di bellezza, oppure un’inconsapevole accondiscendenza ad essi? Come si sviluppa l’empatia con l’altro? Nel fare insieme e condividere esperienze nello stesso ambiente e contesto, o nel condividere contenuti sui social? Quanta utopia e quanta distopia ci sono nelle relazioni interpersonali e nella narrazione social e sociale?

Si intende mettere in luce il fatto che la ri-mediazione digitale e virtuale della condivisione di esperienze, gusti, passioni, etc. sia solo un fatto recente.
La stessa funzione che hanno oggi i social può essere espletata da un dispositivo analogico e materico come quello cartaceo. L’esperienza collettiva avviene prima di tutto in presenza, faccia a faccia, incrociando lo sguardo (cosa impossibile con una videochiamata), respirando la stessa aria e compiendo azioni con/da/per corpi che condividono lo stesso spazio.

 

A CHI È RIVOLTA
La Call è rivolta a cittadini e cittadine, che abitino, lavorino o semplicemente vogliano imbattersi in nuove esperienze, in Irpinia.

Cerchiamo persone curiose, appassionate d’arte e cultura, desiderose di mettersi in gioco in azioni di relazione e condivisione.

In poche parole: Nessuno è escluso!!!

 

SVILUPPO
I partecipanti verranno divisi in due gruppi da 5 persone: Gruppo A e Gruppo B.

Il primo giorno, dove saranno presenti tutti i 10 partecipanti, sarà dedicato all’accoglienza e all’introduzione del progetto, seguito da un Talk sull’alterità, sull’utopia, la distopia, l’eterotopia, sui vari topoi dei social e come questi si manifestino nella nostra realtà.

Il secondo e terzo giorno sarà dedicato alla produzione artistica.
Il secondo giorno lavorerà il Gruppo A.
Il terzo giorno lavorerà il Gruppo B.

La produzione artistica consisterà nel realizzare, per ogni partecipante, un autoritratto e un ritratto collettivo, con riferimenti visivi al discorso narrativo su alterità e -topie realizzato durante il primo giorno.
A turno, i partecipanti diventeranno speaker protagonisti e saranno invitati a condividere la loro realtà, i loro interessi, i loro sogni e bisogni e a mettersi in relazione con gli argomenti principali dello studio e dell’evento. Al termine, dopo aver ricevuto le varie informazioni condivise, il gruppo lavorerà alla realizzazione del ritratto in modo collettivo, mentre lo speaker, dopo aver condiviso e preso atto del suo Sé, realizzerà il suo autoritratto.

Ai partecipanti verrà fornito tutto il materiale necessario per la restituzione di un’opera d’arte su carta.

Le tecniche utilizzate saranno il disegno, il collage e la cianotipia.

Ai partecipanti sarà fatta firmare una liberatoria per la pubblicazione e per la cessione dei diritti d’autore sul materiale da loro prodotto.

L’evento sarà documentato tramite fotografie e video.

Tutte le immagini e i nominativi degli/delle aderenti alla Call saranno pubblicate ovunque sia opportuno ai fini del progetto.

 

OBIETTIVO
Il laboratorio, incentrato sul ritratto e sull’autoritratto, consisterà nella costruzione, dopo un’approfondita indagine sul proprio Io, di una rappresentazione grafica, utopica o distopica che sia, di Sé e dell’Altro attraverso l’utilizzo del segno grafico, permettendo ai partecipanti di riacquisire consapevolezza di un uso introspettivo, anch’esso ormai poco diffuso, della riproduzione della propria immagine e quella altrui, superando materialmente e concettualmente il concetto di selfie e di foto patinata da social. Durante il laboratorio, infatti, i partecipanti saranno invitati a svolgere una ricerca sulla propria identità, concentrandosi sul proprio Io interiore ed escludendo, per una volta, l’aspetto fisico. Il disegno, il collage e la cianotipia si prestano a diventare uno strumento adatto a questa analisi poiché necessitano di tempi di realizzazione più lunghi e richiedono di effettuare delle operazioni manuali, consentendo, dunque, di esperire un rapporto tattile con la materia artistica.

L’operazione di sintesi visiva richiesta dal segno grafico, inoltre, induce l’autore a spogliare il proprio autoritratto di orpelli, mentre la scomposizione e composizione delle aree di collage comporta un’analoga decostruzione e ricostruzione delle componenti del proprio Io: il terreno di ricerca si sposta quindi sulla memoria, sui ricordi, sulle emozioni, ma anche sul rapporto con l’ambiente che circonda il soggetto e nel quale tesse la rete di relazioni con le persone e con i luoghi.

 

PRODOTTO FINALE
Così come la nostra società e ogni comunità che abita un luogo si compone degli individui e si struttura attraverso le relazioni tra le persone nel contesto in cui sono immerse, l’opera finale, realizzata in fase successiva all'evento, sarà un’opera partecipata che consisterà nell’interazione delle opere individuali con quelle collettive.

Dal materiale prodotto durante i due giorni di laboratorio, verrà realizzato un libro d’artista.

 

FIGURE PROFESSIONALI

Agostino Rampino
è un allievo della Scuola di Grafica d’Arte presso l’Accademia di Belle Arti di Napoli.

Nel 2010 si appassiona alla fotografia e inizia a studiarla da autodidatta. In seguito, dopo l’iscrizione all’Accademia di Belle Arti, inizia a mixare la fotografia con la grafica.
Non si limita solo alle due tecniche precedenti, infatti si dedica anche alla scultura e all’installazione. La sua ricerca artistica si basa sulla percezione del corpo contemporaneo e la relazione che abbiamo con noi stessi e l’Altro. Non si tratta solo di contrapporre segno e immagine, identità e differenza, soggetto e oggetto, intero e frammento, tempo e spazio, bensì di comprendere il senso di una metafisica del corpo, un “quarto corpo”, che contemporaneamente è densa sostanza concettuale, eccitazione emotiva ed evento di una loro irrequieta sintesi.

Espone a numerose mostre ed è vincitore di vari concorsi tra cui: “Cura di Sé e Cura dell’Altro: Mail Art Project“ (Cittadellarte - Fondazione Pistoletto, Biella); “DIVERSITY AMBASSADOR. Ambasciatore dell’inclusione: la voce del multiculturalismo”, promosso dal Centro linguistico dell’Università degli Studi di Napoli Federico II in collaborazione con il Master in Drammaturgia e Cinematografia, con il patrocinio del Comune di Napoli, dove è stato selezionato con una sua opera e insignito del titolo di “Ambasciatore dell’inclusione”; “Narrare la pandemia, tra utopia e distopia. Sogni, incubi e realtà ai tempi del Coronavirus” dove una sua opera verrà pubblicata all’interno dei Quaderni delle Medical Humanities, curati dall’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa - Finalista al Premio “Raffaele Pezzuti per l’Arte” - IV Edizione, promosso dal Comune di Napoli e ANM. A Gennaio 2020 partecipa al Progetto di Comunità di Matera Capitale Europea della Cultura 2019 | “Rotondella e la sua gente – People and Landscapes”, promosso dall’associazione culturale Le Vorie con Fondazione Matera Basilicata 2019; “SETTE OPERE PER LA MISERICORDIA”, organizzata dal Pio Monte della Misericordia (Fondazione Circolo Artistico Politecnico, Napoli); LA MEMORIA DEL TEMPO, a cura di Loredana Rea (Museo Storico Archeologico di Nola); Remediation of the graphic sign, a cura di Vincenzo Rusciano (LA PARETE | arte e grafica contemporanee di Giuseppe Russo, Napoli); Expo #3 (Museo Irpino, Avellino).

tel. _ 320 092 7579
e-mail _ rampinoagostino@gmail.com
sito web _ www.agostinorampino.com

Elisabetta Di Minico
ha studiato Letteratura e Storia contemporanea presso la Sapienza Università di Roma e ha conseguito cum laude un dottorato in Storia contemporanea presso l’Università di Barcellona.
Attualmente è ricercatrice postdottorale UNA4CAREER presso la Facoltà di Scienze Politiche e Sociologia dell’Università Complutense di Madrid per analizzare la costruzione e la rappresentazione dell’alterità all’interno della finzione e della storia. Si occupa prevalentemente di distopia, controllo e violenza.
Utilizza romanzi, film e fumetti per svelare provocatoriamente le realtà “da incubo” e i “luoghi cattivi” della società contemporanea.
I suoi studi hanno originato numerosi capitoli e articoli accademici e sono stati presentati in diverse conferenze presso università e istituti italiani e stranieri (Harvard University, University of Cambridge, University College Cork, etc.).
In italiano, è autrice de Il futuro in bilico (Meltemi, 2018).

tel. _ 3737963764
e-mail _ redbetts@hotmail.com

 


DOVE E QUANDO
Castello D’Aquino–Caffè letterario, Grottaminarda (AV)

14 giugno ore 18.00 Accoglienza e introduzione del progetto
                      ore 19.00 Talk
15 giugno ore 15.30-18.30 Produzione artistica Gruppo A
16 giugno ore 15.30-18.30 Produzione artistica Gruppo B




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